OP del Tonno

OP del Tonno

  1. Innovazione

A partire dai primi anni ’90 le conoscenze locali sono state integrate con numerose migliorie tecniche apprese dai pescatori giapponesi ed americani. Una di queste è stata il nuovo contenitore per il trave cosiddetto “a tamburo”, molto meno ingombrante della grossa cesta utilizzata in passato e più dinamico: il bracciolo, infatti, viene collegato al trave al momento della cala ed a seconda dell’area o della stagione può essere variata la distanza dei braccioli o la profondità. Questo, più sicuro e maneggevole, ha permesso la riduzione del numero di imbarcati. Un’altra importante innovazione è stata una piccola luce applicata sul bracciolo a poca distanza dall’amo, a circa a 2 metri. L’applicazione della luce ha aumentato il potere catturante dell’attrezzo, permettendo una riduzione del numero di ami – quindi un risparmio sull’esca – e le ore di pesca. Infatti con l’ausilio della luce l’attrezzo rimane in pesca sino alle prime ore di luce, circa 5-6 h in più rispetto al passato.

 

  1. Evoluzione della pesca del pesce spada

Una trentina di anni fa la marineria ha ricevuto un forte impulso dalla pesca al pesce spada nelle acque antistanti la Tunisia e L’Algeria, a quell’epoca praticamente vergini. Oggi quella risorsa è sfruttata dalle marinerie locali, specializzatesi in questo tipo di pesca e non sottoposte alle limitazioni della flotta comunitaria.

A detta dei pescatori è in atto una complessiva diminuzione della risorsa e della taglia media degli esemplari catturati, chiari sintomi di uno stato di sovrasfruttamento degli stock. Negli ultimi quindici anni infatti si è assistito in maniera inequivocabile al dimezzamento del peso medio degli esemplari catturati, dai 40/80 kg ai 20/30 Kg di oggi. 

Tutto questo, congiuntamente al forte aumento dei costi di carburante ed esca ha spinto i proprietari di numerosi battelli a chiedere la licenza per lo strascico. La richiesta, al di la dell’esito che avrà (difficilmente verrà accordata), è il chiaro sintomo della crisi in cui versa la marineria. 

Altro forte punto di debolezza è la commercializzazione del prodotto. Per la vendita di questi grandi pelagici non esiste asta e l’intera produzione viene commercializzata tramite grossisti. Il prezzo medio del pesce spada è, pertanto, di soli circa 7/8 €/kg.

Solo una piccola parte della produzione di pesce spada viene esportata, mentre nei mercati interni il prodotto risente della concorrenza delle importazioni dall’Africa e dalla Spagna.

 

  1. Evoluzione della pesca del tonno rosso

Forte punto di debolezza è la commercializzazione del prodotto. Per la vendita di questi grandi pelagici non esiste asta e l’intera produzione viene commercializzata tramite grossista. Il prezzo medio del tonno rosso di taglia superiore ai 50 kg viene è di 5-6 €/kg.

La quasi totalità della produzione del tonno rosso, dopo alcuni passaggi intermedi, finisce sul mercato giapponese. Il tonno pescato con il palangaro, che fino a pochi anni fa rappresentava la qualità migliore dopo il tonno “di tonnara”, ha risentito fortemente della concorrenza del tonno “di gabbia” (tonno pescato con le reti a circuizione e mantenuto vivo in gabbie da ingrasso). Inoltre i grossi volumi di tonno ingrassato in gabbia immessi sul mercato negli ultimi due anni hanno abbassato sensibilmente il valore commerciale della specie.

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